Non credo che riuscirei a scrivere un post in cui parlo di questo cambio di anno..ma l’ho fatto in una mail che ho mandato ad una delle amiche più care che ho. Forse è troppo personale..ma vabbè, se non riesco ad aprirmi nemmeno su internet con degli sconosciuti significa che non ho proprio speranza. Quindi ci devo provare.
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Cara Nicla,

ecco qua la letterina di fine anno! Ok, è già il 2011, probabilmente quando te la invierò sarà già il 2 ma…ehi! Sarà il 2011 ancora per 364 giorni, quindi di che ti lamenti?
Cosa dire? Il mio 2010 non è stato esemplare quindi non piango la sua fine neanche un po’ ma d’altronde nemmeno bramo lpiù di tanto questo nuovo anno. Mi piace solo l’idea che quando si parla di questo 2011 si usi la parola nuovo. È bello scriverla, è bello dirla, è bello il concetto.
Nuovo. Non sarà tutto nuovo, ovviamente, cambierà solo un numeretto nelle nostre date ma la ventata di ottimismo e buoni propositi che si sta verificando è degna di nota.
Io, come l’anno scorso, ho deciso di non avere buoni propositi. Per due ragioni, quella cialtrona e farlocca riguarda il fatto che dopo quasi 4 anni io non abbia ancora finito “Delitto e Castigo” e poi perchè i buoni propositi riguardano sempre quello che vogliamo fare. Io voglio concentrarmi su quello che voglio essere. So che sembra la solita cazzata filosofica ma non è così. Le persone scrivono quelle liste per autoconvincersi che faranno ciò che si propongono “smetterò di fumare” “perderò chili” “ubbidirò più alla mamma” insomma, quel genere di cose che piace dire di voler fare ma che sotto sotto nessuno vuol fare perchè sono una gran rottura di palle.
Poi ci sono gli altri. Quelli che fanno i sentimentaloni “non lascierò che il passato influisca sul mio presente” “Non mi fiderò più di quelli che sembrano importarsene ma che poi ti lasciano portandosi via qualcosa di te” “Non lascierò che qualcuno decida chi devo amare” Insomma! Tutte quelle cose che piace dire di voler fare ma che in realtà non si fanno perchè…sostanzialmente non esistono.
Ecco, io più che dire che mi concentrerò di più non posso fare. Sono stata piuttosto distratta di recente. A scuola come nel mio privato. Mi è sempre andata bene, eh, a scuola specialmente però..vorrei essere una di quelle persone che hanno chiare le proprie priorità e i loro obiettivi. I
o ho (o almeno credo di avere) una certa qualità: so quello che mi piace. Attenta, non so quello che voglio nè tantomeno quello che mi serve. Però quello che mi piace lo so bene. E secondo una mia personalissima equazione:

quello che mi piace = quello che sono

Quindi se mi concentro su questo, se coltivo le mie passione e tutto il resto, non avrò problemi a essere me stessa, giusto? Sbagliato.
Cioè, è giusto sulla carta ma sarà di difficile realizzazione. Come tutte le cose importanti, del resto.
Io lo so già che non riuscirò a fare tutto ciò che mi piace, c’è la scuola, gli esami di cui preoccuparsi, una tesina decente da scrivere. Però io penso davvero che è quello che mi ci vuole, quindi lo dico almeno a te. Una cosa però la posso fare. Forse non avrò tempo per leggere tutti i libri che voglio, guardare tutte le serie che sono sulla mia lista da secoli oppure ogni film che sembra interessante ma posso godermi al massimo quei pochi che riuscirò ad includere nella mia vita. Mi sembra un buon compromesso, non ti pare? Quest’anno, poi, c’è da affrontare un’altra questione improtante: l’università. Non andarci? Andarci? E a fare cosa? Sarà la scelta giusta? Se me ne pento? E se non riesco? Se fallisco?

Domande, domande, domande
Dubbi, dubbi, dubbi

Sono stata alla Bicocca un paio di settimane fa durante il loro Open Day ed ho assistito alla presentazione della facolta di Giurisprudenza.
Devo ammettere che è piuttosto figa. E anche molto tosta.
Ho letto il programma per quei 5 anni, gran parte dello studio è prettamente a memoria e ci cose tipo diritto romano, diritto medievale che mi fanno una paura folle…anche cose fighissime però come Criminologia e Diritto Penale Minorile.
Ma mi ci vedresti. ME a giurisprudenza?
E poi per fare cosa? Di certo non l’avvocato…si possono fare varie cose con una laurea in giurisprudenza..ma cosa? Cosa fa davvero per me? Devo impegnarmi a scoprire ogni singola opzione per poter decidere se è una facoltà che fa per me o intanto vado e poi si vedrà?
Questa cosa mi fa uscire di testa. A volte non ci penso per giorni, poi l’argomento risale a galla e mi tormenta. Letteralmente.
Forse dovrei farmi un anno sabbatico nel Serengeti o chessò. Magari su Marte. Mica si dice che le donne vengono da Venere e gli uomini da Marte? Magari se mi faccio una vacanzina lì poi ci capisco qualcosa!

Questo è quanto. Non è un gran che ma è quello che la mia mente confusa può offrirti a riguardo. Forse tra qualche giorno ti scrivo una delle mie classiche e-mail cialtrone in cui ti sfinisco con film, telefilm e libri vari.
Ma stasera no, stasera non mi diverto con queste cose. Stasera sono dubbiosa e mi devi prendere così.

Spero di sentirti presto.
Sono curiosa del tuo passaggio dal 10 all’ 11.
Ti Voglio Bene

Giada

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