Sono da poco tornata in palestra al mio solito orario (dopo averlo cambiato per far spazio alle guide) e ad attendermi c’era una mia vecchia conoscenza, che per comodità chiameremo Fabbio (non che sia il suo vero nome, è Fabio)

Descrizione di Fabbio
I suoi muscoli fanno scoppiare le sue canottierine sottili sottili alla ryan atwood ma di tre taglie più piccole. Capelli da principe azzurro di shrek che non si scompigliano MAI. MAI.
No, sul serio, mai mai mai.
IO non faccio in tempo a mettere piede fuori dallo spogliatoio che sembrò già un distrastro ma vabbè.
Usa parole come carissima, gioia, “sei divina” e bel maschione.
Qualche volta per accentuare un concetto lo canticchia in falsetto.
[Descrizione con l’intento di farvi capire meglio cosa è avvenuto dopo e perchè ho detto quello che ho detto.]

Fabbio pare riconoscermi subito e dice che pensava che avessi interrotto il mio allenamento, e invece no! gli ho detto io, contento?

Lui mi fa fare una giravolta come nei peggio reality show del brutto anatroccolo prima e dopo e compiaciuto (di se stesso mica di me) dice che sto migliorando la mia silhouette eccetera e anche se siamo ancora parecchio lontani dal risultato prefissato è davvero contento di me.

Poi in un momento di ilarità esclama:
“quasi quasi mi ti ci farei” [sta volta non sto parafrasando, la frase è parola per parola questa]
Fattami prendere a mia volta dallo stesso momento di ilarità gioviale rispondo di botto:
“Se non fossi gay!”
Mi guarda storto
“Non sono gay” dice con un misto di odio e disprezzo
Per salvarmi il culo (ancora da silhouttare bene, però) dico ridendo
“Ma no! Se IO non fossi gay!
La sua espressione si rilassa e con lo sguardo di chi la sa lunga dice
Ma allora a te…” indicando con scatti di testa la sala aerobica piena di donne saltellanti alla sua destra e muovendo la mano a umma a umma.
Eh già…almeno il più delle volte….”

Prendo di corsa il mio libro e l’asciugamano e corro fuori dalla sala attrezzi.
Appena sono fuori portata di sguardo non posso fare a meno che ridere come un’idiota. Mentre cammino per il corridoio diretta verso gli spogliatoi penso a questa cosa (non che non ci abbia mai pensato prima d’ora, comunque)…quanto gli ho mentito? È stato giusto?
Per non sentirmi proprio merda merda decido di dare un’occhiata alle altre donne nello spogliatoio. Così per verificare.

Se non fossi incappata nella serata
“step per la terza età”
ora vi saprei dire meglio.

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