E niente, passi una serata orribile, dove ti senti molto limitata e non riesci a fare le cose più basilari che il mondo fa da duemila anni. Perché ci provi, ci provi tanto e più volte ma alla fine poi il risultato è sempre lo stesso, te, sulla strada di casa, delusa. Vorresti davvero che le cose ti riuscissero facili come agli altri.

Infine arrivi a casa distrutta e ti accorgi di non poterne parlare con nessuno.
Perché i tuoi amici si dividono sostanzialmente in due categorie: quelli che ti vedono bravissimabellissimaperfettissima, che ti vogliono talmente bene che i tuoi difetti spariscono, puf!
E tu non puoi dirgli che ti senti uno schifo, un inetto sveviano, no non puoi, perché allora loro ti tirano fuori l’elenco dei tuoi lati positivi e di tutte le cose buone che riesci a fare.
Non capiscono che non è proprio quello di cui tu hai bisogno. Nausea.
Poi gli altri, quelli che riescono a vederti con occhio critico, ti dicono cose tipo
“Giada non farmi incazzare, guarda che posso anche iniziare a non parlati più, sai che se lo dico lo faccio”
E te non sai se prenderli sul serio o no, perché sai che ti vogliono bene e tutto ma si, sai anche che quello che dicono fanno. Nausea.

Quindi torni a casa da sola senza dire una parola a nessuno e pensi che magari, anche se ti è sempre sembrato stupido, da teenager anni ’90, tenere un diario possa rivelarsi qualcosa di abbastanza utile, in effetti.

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