Il mio assistente qui di fianco mi fa notare che ancora (a volte capita) è arrivato il Giovedì.
Ammetto che da queste parti la sacralità del giovedì è stata messa un po’ in secondo piano, tranquilli, non tirerò fuori la solita storia che in estate tutti i giorni sono uguali e non si capisce quale è quale ma cercate di capirmi, sono in vacanza e non riesco più a distinguere i giorni della settimana.

Ad ogni modo, dato che mi sono accorta in tempo, ecco l’amatissimo GiovedìGiada. G.A.D.È.G.
Oggi voglio confessarvi un segrèto: io ho i poteri.
Ecco adesso non è che vi dovete mettere a ridere perché sono davvero davvero seria e ve lo proverò.

Premessa: la mia nonna proviene dalle aperte lande della Basilicata ed è là che io ho passato la maggior parte delle estati della mia ancor breve vita.

Quando ho cominciato a crescere, si parla dei miei 14-15 anni, ho iniziato a percepire la necessità di avere qualche amico laggiù.
Fu così che mi affezionai a due ragazze mie coetanee, mi fecero una bellissima impressione e quindi decisi di tornare a trovarle anche per le feste di Natale e fine anno.
[PAZZIA! Fa un freddo polare e casa di mia nonna c’era un caminettino dimensione puffo]
Mi ritrovai così a questa festa di capodanno in un garage. No vi dico, cercate di immaginare che temperatura poteva esserci in quel garage con addirittura la saracinesca (o comunque si chiami) alzata, per quelli che giustamente dovevano fumare. Immaginatevela sù.
Arrivò la mezzanotte ed i brindisi e i baci e gli abbracci ed infine i fuochi, finalmente cinque minuti di silenzio. Io, sì di vista li conoscevo tutti, però non ero gran che in confidenza con quella gente così, per noia, mentre parlavano fuori guardando i fuochi e senza nemmeno accorgermene, inclinai la mia bottiglia di birra (che all’epoca manco bevevo, ce l’avevo in mano tipo pochette) e ne feci cadere un po’ per terra.
Naturalmente quelli si girarono e mi guardarono male. Per trovare una qualsiasi motivazione dissi
“No ma non lo sapete? Porta bene a Capodanno!”
Risposta “aaaaaaaaaaah funziona così a Milano?”
“Certo Certo”

Risultato? Tutti rovesciarono un po’ della loro birra sul prato si fecero due risate ed il tutto venne dimenticato.
Due anni dopo, probabilmente dopo aver rimosso l’esperienza di dormire in quella casa glaciale, decisi di ritornare durante il mese di Dicembre.
E secondo voi della gente che mai avevo visto prima, cosa stava facendo fuori nel prato con le loro bottiglie di birra?
Si, esattamente quello che credete. C’è di più; quando mi sono avvicinata per chiedere cosa stessero facendo quelli mi guardarono con l’espressione di “ma dove vive questa?” mi dissero che porta fortuna e la gente lo fa da sempre eh, mica da ieri.

Se questo non è un potere ditemi voi cos’altro è. Ne vado piuttosto orgogliosa.
Non mi stupirei se qualcuno ora mi dicesse che per sbaglio inciampando su un uovo con un coniglio in braccio, ho inventato la Pasqua.

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