Ritorniamo ai più classici dei Giovedì Giada, di quelli brevi, poche parole e qualche foto (venute pure male) che tanto ci piacciono e tanto ci han fatto innamorare in passato.

Oggi vi mostro due dei miei oggetti preferiti evah.
Dovete sapere che io sono abbastanza patita con il vecchio, scusate, si usa l’elegante termine antiquariato. E se proprio non posso avere qualcosa con qualche anno sulle spalle, posso sempre rimediare con qualcosa che semplicemente sia “vecchio stile”. Inutile dire che i libri usati sono la mia gioia; me ne prendo cura come se fossero randagi spelacchiati che non sono piaciuti abbastanza.

Il mio preferito è questo:

 non tanto per il libro in sé, un romanzetto d’amore e (simil)spionaggio ambientato in Russia e scritto nel 1916 da tre fratelli con lo pseudonimo virilissimo di Delly (va bé, erano francesi, che pretendiamo), ma per due fattori stupendavigliosi. Il primo è che sembra davvero un libro usato, cosa non troppo ovvia dato che tutti gli altri libri usati che ho hanno al massimo una decina d’anni e sembrano semplicemente letti. L’altro fattore, ciò che rende questa cosa vecchia, assolutamente speciale, è la dedica in prima pagina che recita:

” Alla cara e simpatica Maria, perché leggendo continui ad amare tutto ciò che è bello e buono. Giulio Fanny, 16-7-1940 

Come potrei non essere innamorata di un oggetto così? *_*

Tornando, invece, agli oggetti che vecchi non sono ma fanno finta, il secondo di oggi è entrato a far parte della famiglia recentemente.
La scorsa settimana la partenza di Sistah per un weekend lungo a Barcellona ci ha portato un po’ di lagne in meno (magari non l’avevo mai detto, ma lei è la classica donna che si lamenta PER.OGNI.COSA.) e in aggiunta questo ciondolo-orologio che è subito entrato nelle mie grazie (non che nelle mie disponibilità dato che qualcuna aveva il senso di colpa per non avermi regalato nulla al compleanno).

Essendo superluminoso fotografarlo è stato difficilissimo, per non parlare dei pessimi risultati ottenuti. Non contenta però vi mostro anche quest’altra foto

CIOÈ È UN VERO OROLOGIO! Che funziona! Non avete idea di quanto mi senta il bianconiglio quando lo guardo! Poi, per me che non porto l’orologio da polso, e non c’è niente che potrebbe convincermi a farlo, è qualcosa di utilissimo! awww l’amour!
Lo giuro però, in gioventù ho provato a sopportare l’orologio da polso, ma è geneticamente più forte di me! Ai polsi non riesco a portare niente! Presente quei braccialettini colorati che i marocchini a tradimento ti annodano al polso al mare o in centro a Milano? Ecco, io, con tutta la buona volontà, me li strappo di dosso dopo dieci minuti. Però, devo dire, che durante i miei tentativi, mettevo l’orologio sempre sul polso destro. Mi è stato detto che non si fa. Si mette sulla sinistra, non importa con che mano scrivi. Ma è vero?
La faccenda mi perplime.

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