L’ultimo giovedì in cui ci siamo visti era il lontano 27 ottobre; la mia timida rubrichetta stava per fare un fine tristissima, lentamente abbandonata per scivolare inesorabile verso l’oblio del dimenticatoio.
Però poi è successo un qualcosa, il qualcosa che non si sa come riporta alla memoria vecchie storie e aneddoti che ti eri bellamente dimenticato.
Ho deciso quindi, per farmi perdonare e farvi riemergere l’addiction, di indire un’elegantissima serata di gala in cui verranno premiati i momenti più memorabili della mia vita, casa e famiglia.
Per essere sicura di aver convinto tutti a partecipare (sì tutti voi tre) vi svelo che, come in ogni evento che si rispetti, ci sarà anche il Red Carpet pieno di gnocca che PERÒ verrà organizzato solo a fine serata altrimenti vi distraete e non mi seguite più la premiazione.

Alla quinta posizione troviamo l’evento re del mio quinto compleanno in cui la mia gatta e la cagnetta di mio zio mangiarono la torta dallo stesso piattino (awww…) mentre alla quarta il mio sensazionale debutto da modella avvenuto nella primavera del novantasette nell’esclusivissimo corridoio a casa di nonna. (qualcuno però poteva dirmi che ero tanto brava che dato il talento che mi trovavo non sarei mai andata a studiare).
Ad ogni modo non ci stiamo soffermando più di tanto su queste posizioni in quanto i video testimoni (esatto, esistono dei video) sono già talmente virali che parlarne sarebbe uno spreco di tempo. Mi sembrava solo giusto menzionarli per l’enorme impatto che hanno avuto sulla mia infanzia.

Arriviamo adesso, già così in fretta e furia, al podio: posizione numero tre.
Ecco qui l’oggetto riassuntivo dell’evento ovvero… un mattone.
Cosa vorrà mai significare?
Scopritelo nella seguente clip intitolata “eppur si muovono (i palazzi)

 Ciao, mi chiamo Giada e sono una pippa ad andare bicicletta. 
Semplicemente mi ribalto. 

Chi soffre di più per questo credo sia mio padre, membro fondatore della società ciclistica locale. A sei anni mi ha messo su una bicicletta senza rotelle dicendo “tu pedala che la sella te la tengo io” e per accertarsi che non rifiutassi ha minacciato di togliermi i cartoni animati finché non avessi imparato.
Fatto sta che con la buona volontà che mi contraddistingue (dai pinguini, forse) ho iniziato a pedalare e pedalare finché, quasi magicamente, eccomi là, da sola, in perfetto equilibrio, a divorarmi la strada. Il tutto in un solo giorno.
Come si può prevedere mi presi un sacco bene credendomi la nuova promessa del ciclismo italiano. La mattina dopo mio padre era a lavoro ma io avevo troppa voglia di ritornare in sella che presi la bici da sola, in fondo chi aveva bisogno di quel principiante? Non io di certo!
Andai al cancello da cui entrano le macchine guardando con aria di sfida i cento metri scarsi davanti a me. Partii. 
Superai il primo palazzo, il primo parcheggio, ecco apparire il secondo palazzo mmm strano questa volta non sono proprio al centro della strada potrei toccare i davanzali solo stendendo il braccio, niente di importante non ci pensiamo, passo il secondo parcheggio e
prendo lo spigolo del terzo palazzo in pieno.
(ovviamente questo terzo palazzo contiene il mio appartamento e tutti i vicini erano là a guardare la scena)

Dato che è impossibile che fossi IO quella che andava storto (giammai!) l’unica spiegazione possibile è che il palazzo in questione mi abbia tradito decidendo di muoversi proprio mentre passavo io. 
Mai fidarsi dei palazzi, un po’ come dei cani sui cigli delle strade, e tu non vuoi delle orride cicatrici da ruvido mattone sulle gambe per ricordartelo, no? Fidati, no.

applausi, scroscianti applausi.

Vi chiedo ora di attendere un secondo per le altre posizioni, (potete andarvi a rinfrescare all’abbeveratoio comune dello champagne) nel mondo reale sembrerà più o meno una settimana ma per voi che siete qui sarà solo questione di minuti.
Non vi sareste accorti del salto temporale e quindi avrei potuto non dirvelo ma data la barca di soldi che ho speso per installare questo sistema di dilatazione del tempo volevo fare giusto un po’ la figa.

[ah sì, abbiamo dimenticato i bicchieri, divertitevi tutti all’abbeveratoio e occhio alle testate]

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