Da quello che vedo avete tutti apprezzato l’abbeveratoio, cosa che mi fa molto piacere; adesso però vi devo richiedere l’attenzione per l’annuncio della seconda posizione degli eventi della vita.
Direi di non perderci troppo in presentazioni, dato che la vicenda è abbastanza lunga e ricca di avvenimenti.
Senza alcun indugio, che parta la clip “L’acquario degli orrori“.

“Un tempo, una famiglia normale decise di permettere alle bambine di casa di avere un acquario anche se nessuno avrebbe mai potuto prevedere le terribili e sanguinose vicende che si sarebbero succedute.

Tutto iniziò con l’acquisto di due anfore carinissime, una bassa e molto aperta, l’altra stretta stretta e lunga che vennero posizionate di sbieco dentro i sassolini colorati del fondale. I primi inquilini furono tre pesci rossi: uno era un pesce rosso tradizionale chiamato, me lo ricordo ancora, Napoleone, uno rosso ma con qualche macchiolina bianca e l’altro rosso con sfumature nere i cui nomi sono purtroppo ignoti. Per comodità chiameremo questo primo gruppo La Cricca.
La Cricca visse felice e serena finché il problema della pulizia non si fece sentire e, nel timore di un’ispezione dell’ufficio di igiene, venne assunto uno speciale operatore ecologico: il pesce pulitore Sushi.
Sushi iniziò diligentemente a fare il suo lavoro ma si sentiva nell’acqua che qualcosa non andava bene…Sushi venne trovato morto nell’anfora lunga e stretta due giorni dopo il suo arrivo, ci si era infilato (gli investigatori suppongono per trovare riparo) e le branchie si erano incollate alle pareti, soffocandolo.
Non si è riuscito nemmeno a rimuovere il cadavere per salvare almeno l’anfora, si dovette buttare via.
Dopo attente indagini la morte venne dichiarata accidentale e il tutto finì lì.
Qualche settimana più tardi venne assunto il sostituto di Sushi (per i già sopra citati problemi di pulizia) e a questo pesce pulitore venne dato il nome di Pescio. Non si sa bene come (mazzette probabilmente) Pescio svolse il suo lavoro in tutta tranquillità, senza che nulla attentasse alla sua vita.
Ma l’equilibrio nell’acquario era ben lungi dal raggiungersi.
Per questioni di sovraffollamento del Centro Giardinaggio locale (che è stato molto divertentemente chiuso per via dei 5000 metri quadrati abusivi su cui era stato costruito, un caso?!) vennero a stabilirsi nell’acquario altri 
due pesci.
Uno era Augusto, dall’aspetto delicato, due occhietti rossi e il corpo dorato (da qui il suo nome)(chi la capisce prende A)(Ste tu non puoi giocare) e l’altro, Zorro, era un’autentica bellezza, di un nero vellutato e con gli occhi talmente sporgenti che se lo guardavi da certe prospettive, sembrava alieno.
La Cricca, sentendosi minacciata, non perse tempo e cercò di eliminare la minaccia. Il primo bersaglio fu Augusto, palesemente il più effeminato, che venne ucciso a morsi già nel corso della sua quarta o quinta notte nell’acquario. Al povero Zorro, giustamente, si rizzarono le pinne e iniziò a trascorrere le giornate accoccolato nell’anfora rimasta mentre di notte cercava di scavarsi la via di fuga con un cucchiaio come aveva visto fare nei film su Alcatraz. Il primo attacco avvenne una mattina: Zorro si risvegliò senza una delle pinne laterali cosa che rese nuotare molto più difficoltoso. Nonostante la lentezza e nonostante dovesse fare almeno una mezza dozzina di giri su se stesso prima di riuscire a raggiungere l’anfora-rifugio, non intendeva arrendersi e lottò duramente per tutto il resto della giornata.
Purtroppo, l’inferiorità numerica si faceva sentire pesantemente. La mattina seguente fu ritrovato, morto, galleggiare sul filo dell’acqua mentre Pescio occultava le prove.
La Cricca (presumono gli investigatori dalle ricostruzioni; dichiarazioni certe non vennero mai rilasciate) gli aveva staccato a morsi tutta la pelle, lasciandolo bianco bianco. Dopo quest’ultimo efferato pescicidio, La Cricca era pronta a farsi una bella dormita e tornare alla vita di tutti i giorni però l’universo era già all’opera…nessuno si risvegliò vivo: morirono tutti insieme di un male inspiegabile (non vennero rilasciati i permessi per le autopsie quindi non lo sapremo mai). Si conclusero così gli orrori nell’acquario e da allora nessuno in quella casa osò più comprare pesci.

La sorte non risparmiò nemmeno Pescio che venne ucciso da uno sbalzo incredibile di temperatura qualche mese più tardi.”

Rabbrividiamo.

Ci scusiamo per i toni cupi e drammatici che sembra avere assunto la serata ma vi prego di non farci troppo caso; la prima posizione sarà così scemissima che vi passerà tutto.
Volevo solo dire un’ultima cosa, prima di lasciarvi alla piñata intrattenitrice (parla!!!) (per lo più vi supplica di lasciarla vivere integra), e volevo dire ad uno degli ospiti: grazie per aver preso così tanto spunto da questa storia, che io pensavo raccontata in confidenza, senza alcun cenno di riconoscimento.
Grazie davvero.
Sì, Ryan Murphy sto parlando con te. E adesso mando uno dei miei a ritirarti il martelletto. Niente piñate per chi ruba le idee altrui.

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