Comprendo il disappunto generale; sembrano passati mesi dall’annuncio della seconda posizione. Però i tappeti elastici e i trampolini che ho fatto installare negli angoli vi sono serviti a passare il tempo, sì? Bene.

Adesso basta saltare, ricomponiamoci, rimettiamo la camicia dentro i pantaloni e aggiustiamoci il rossetto perché il momento è finalmente giunto!
Non ho intenzione di tenere un lungo e finto discorso su quanto sia stato difficile scegliere la prima posizione e su quanto abbia sofferto nel dover premiare uno invece di un altro anche se sono stati tutti bravi, no.
La verità è che soltanto un evento merita questa posizione.
Ancora una volta non mi dilungo troppo nella presentazione perché avete già aspettato abbastanza e poi devo ammettere che è difficile trovare le parole giuste. Sapete, quando un evento è così atteso si teme di non riuscire a fargli giustizia e tutto ciò che viene in mente sembra.. come dire? Inadeguato.
Però non bisogna farsi prendere dalla negatività, come disse un saggio: “il mondo deve sapere, questa storia è talmente importante che sarà tramandata di generazione in generazione”
E noi siamo qui proprio per questo. Senza ulteriori indugi vi presento:

~ Fire Cannot Kill a Cat ~

 

 – Questa è la Nika. È nata quindici anni fa nelle ridenti lande della Basilicata da madre di razza persiana e dal primo bastardo che passava. Ci è stata gentilmente donata e da allora riveste un ruolo fondamentale nella vita di tutti noi.
Naturalmente abbiamo dovuto cambiare tante delle nostre abitudini una volta entrata a far parte della famiglia, come la divisione dei letti, i turni di apertura del portone per farLa uscire in giardino e ovviamente l’organizzazione delle vacanze estive.
Un’estate abbiamo trovato una pensione per animali carinissima gestita dal nostro veterinario dove L’abbiamo lasciata per un paio di settimane mentre noi eravamo via. Si è trovata bene e non si è ammalata ma, inutile dirlo, Le siamo mancati un sacco.

Siamo andati a prenderLa il giorno stesso del nostro ritorno, il giorno in cui era anche venuto a casa un numero imprecisato di parenti e amici per vedere foto e scambiarsi aneddoti. Ci eravamo disposti in soggiorno e la Nika andava un po’ da tutti per prendersi le attenzioni e le coccole che non aveva ricevuto nella pensione.
Poi restò ad ascoltarci, seduta composta come solo Lei sa fare.
E fu in quel momento che qualcuno notò qualcosa di curioso e disse:
“Guardateci! Siamo tutti in cerchio e Nika è al centro!”
Al che qualcun altro rispose “È vero, sembriamo intorno ad un falò!”

Non lo avesse mai detto.

A queste parole qualcosa scattò nel cervello di mio padre e spinto dal suo famigerato umorismo che non fa ridere prese un accendino e mimò l’atto di darle fuoco. Solo che la fiamma si era accesa davvero e la Nika era viva e quindi scodinzolante…finì che la coda della bestia prese fuoco.
La Nika però non sentì dolore, non per le fiamme almeno, cominciò a sentirlo quando mio padre iniziò a prenderLa a schiaffoni sulla coda per spegnere l’incendio. Il tutto durò meno di dieci secondi ma ridemmo per una giornata e quel giorno abbiamo finalmente capito perché ce l’avevano regalata…altro che pelliccia vera, da come bruciava, si vedeva che è tutta poliestere. –

Con questo la premiazione è davvero finita, spero sia stata una piacevole serata e ringrazio tutti per essere venuti. Difficile trovare parole di congedo e quindi vi lascio con un piccolo bonus, come scusa per avervi fatto tanto aspettare.
Questo video risale a quando facevo ginnastica artistica da bambina, avevo all’incirca otto anni e la palestra che frequentavo organizzava un saggio ogni maggio per far vedere ai genitori i progressi fatti (nel mio caso nessuno ma fa niente). Non ho intenzione di darvi delle direttive per riconoscermi in quanto siamo tutte vestite da pantere rosa che ballano su WannaBe delle Spice Girls. Probabilmente mi riconoscerete comunque ma mi piace pensare di aver mantenuto un minimo di dignità.

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