JJ
Ero convinta che avrei scritto di questa serata appena tornata a casa, come successe per quest’altro concerto  ma ero così stanca che ho rimandato al giorno dopo; poi invece avevo deciso di non scrivere nulla perché mi sentivo stupida, ho continuato a rimandare ma oggi mi sono ricordata perché volevo scriverlo in the first place. La semplice verità è che voglio essere sicura di non dimenticarmi niente, quindi fondamentalmente lo faccio per me.
Dato che non mi viene un discorso fluido procederò ad affermazioni.

∞ Ho comprato il biglietto l’otto marzo
∞ Ho guidato da sola per 27 km per arrivare al locale
∞ Il locale era piccolissimo
∞ (nei giorni normali è una jazz house)
∞ Non lo riempivamo nemmeno
∞ Saremmo stati una settantina
∞ In Germania e Inghilterra faceva sold out in posti enormi
∞ Ero tipo in prima fila, esattamente sotto il suo microfono
∞ Yay
∞ Ha cantato quattordici canzoni e un medley di cover
∞ Non credo di aver mai smesso di sorridere
∞ Rideva quando sbagliava i testi
∞ Ha dimenticato un sacco di volte le parole
∞ Quando le dimenticava faceva urlare a tutti “SHAME ON YOU!!!”
∞ Rideva quando dimenticava le parole
∞ Rideva quando se le ricordava tutte
∞ Praticamente o rideva, o parlava o cantava
∞ Ha parlato tantissimo, per essere un concerto
∞ L’avrei ascoltato parlare anche tutta sera
∞ Ha una voce bella anche quando parla
∞ Non faceva che ripetere quanto gli piaceva quella jazz house
∞ quanto fosse intima e piccola
∞ e il fatto che fossimo pochi trasmetteva un’atmosfera familiare al tutto
∞ Nice try
∞ Ha regalato uno dei suoi amplificatori ad una ragazza
∞ Ha regalato una lampada (!) ad un’altra ragazza
∞ (dato che sono arida, ho pensato che non volesse riportarsele indietro)
∞ (era l’ultima data dell’european tour)
∞ Secondo me, la canzone più bella che abbia scritto è The Rescue
∞ Adoro The Rescue
∞ (anche quando alcuni passaggi del testo hanno poco senso)
∞ The Rescue, una volta capito cosa vuole comunicare, mi tocca
∞ Diciamo che non ho proprio pianto però…
∞ (ai concerti è valido)
∞ è finito troppo in fretta
∞ ho comprato, praticamente a niente, l’EP del tour
∞ si è messo dietro ad un banchetto a firmare roba e fare foto
∞ mi son fatta passare tutti davanti per togliermi la ressa e riuscire a parlarci
∞ gli ho detto che The Rescue live l’ho amata tanto
∞ ha detto grazie mentre mi firmava il biglietto
∞ Quando ho allungato la mano per riprendermelo, me l’ha presa
∞ e mi ha ringraziato per essere venuta
∞ era vicinissimo
∞ ho notato che aveva delle ciglia lunghissime
∞ poi ha detto “I saw you out there”
∞ ho chiesto conferma e sì, mi ha visto piangere (quasi piangere, ribadiamo)
∞ era contento di questo
∞ io in imbarazzo
∞ mi ha abbracciato
∞ profumava di buono
∞ è sparito via da qualche parte
∞ non volevo andare via
∞ quando te ne vai la serata finisce
∞ ho guidato per altri 27 km per tornarmene a casa
∞ ho ascoltato l’EP a ripetizione
∞ sarà ripartito almeno nove volte
∞ erano poche canzoni e non avevo altra musica in macchina
∞ non avrei ascoltato altra musica comunque
∞ la canzone più bella dell’EP è di Shake It Up (versione acustica)
∞ è stata senza dubbio la serata più bella di Marzo
∞ la posizionerei nel podio delle cose migliori del 2012 finora
∞ dice che tornerà l’anno prossimo
∞ ci sarò di sicuro

jj
mi ricorderò di questo all’ ∞

Aggiornare il mio calendario è una cosa che proprio mi piace tanto.
Specialmente se posso usare un sacco di colori.

Quindi, come primo Giovedì Giada di marzo, ripercorriamo il mio Febbraio!
Dai! Su! Entusiamo!!!

2 Febbraio – Ho dato la seconda parte di Scienze delle Finanze, esame con un coefficiente di panico piuttosto basso, per lo più scritto, che sono riuscita a fare direi bene e di cui sono felice quindi yay!
La sera stessa sono andata a fare la bigliettaia alla partita di basket
Cantù – Maccabi. Bigliettare è una cosa che faccio già da qualche mese e in genere è un lavoro molto noioso perché si è venuto tutto in prevendita e non c’è niente da fare ma questa è stata la serata più divertente di tutte dato che c’era un sacco di gente che parlava soltanto ebraico e capirsi era un’impresa! Inoltre il capo della sicurezza del Maccabi era scemissimo! Ha tamponato con una cinquecento a noleggio il pullman su cui viaggiava la squadra facendo un botto della miseria e disseminando il terrore tra i giocatori che pensavano di essere vittime di un attentato. Hilarious!

Segue uno sbilenco conto alla rovescia

15 Febbraio – Eccolo, l’evento nero, il neo sul mio bel febbraio allegro.
L’esame dal coefficiente di panico più alto del mondo di cui ho tristemente dovuto rifiutare il voto…perché sì.
Ci sono due reazioni a questo: 1) che ambiziosa! 2) che menosa!
Non penso di essere nessuna delle due: sono semplicemente rimasta delusa dalla mia incapacità di esporre per bene le cose che in fondo sapevo e dato che io la parlata ce l’ho mi è girato tantissimo e ho preso la decisione che ho preso.
Ci vediamo il 2 maggio, Privato e se riesci, vedi di morire prima di quella data.

20 Febbraio – ultimo esame del semestre dal coefficiente di ansia medio, diminuito dal fatto che avevo alle spalle il bel voto del parziale.
Peccato solo che in lista fossi la 176esima, il che mi ha portato ad aspettare per tre ore e mezza un esame che è poi durato meno di cinque minuti e in cui non ho nemmeno potuto dire l’espressione più bella che il libro contenesse.
Ditemi voi se Interdictum de Superficiebus non sa troppo di magia nera!

24 Febbraio – Serata con i miei vecchi compagni di scuola!
Molti si potrebbero chiedere “perché?” ma la risposta è presto detta: stranamente siamo sempre andati un sacco d’accordo e quindi anche se sono passati solo sei mesi avevamo troppa voglia di rivederci!
Certo, alcune tensioni c’erano: tra gente che stava insieme e si è lasciata e gente che stava insieme di nascosto (per dirla in bel modo) e adesso non più. Ci si è comportati in perfetto stile Wisteria Lane: fai finta di niente e raccontami del tuo nuovo lavoro OMG!
Per una che non ha mai avuto problemi con nessuno e tanto meno scottanti segreti da nascondere, è stata una bella serata.

25 Febbraio – EVENTO RE DEL FEBBRAIO, ANZI DELLA STAGIONE!!!
Non sto esagerando, avere la possibilità di passare una giornata con due dei Rangers è stata tra le migliori cose di sempre. Peccato solo per quello sstupido carnevale ambrosiano che inizia dopo e che dissemina Milano di bambini armati di coriandoli e stelle filanti. (scherzo, i coriandoli sono carini)
L’anno prossimo tornerò con le mie bolle di sapone e vedremo (scherzo, col cazzo che ci ritorno!). Ci sarebbero così tante cose da scrivere a riguardo che non ne scrivo nessuna e mi limito a dire che una Power Reunion è da ripetere asap e basta.

26 Febbraio – Segno questo evento sul calendario solo perché ogni anno mi riprometto di guardare tutti i film candidati come Best Picture prima della cerimonia e puntualmente non ci riesco mai. Nemmeno quest’anno come possiamo vedere dall’allegato # 2, il post-it giallo.

28 Febbraio – Riprendono le lezioni. Questo semestre ho quattro corsi: diritto costituzionale, storia del diritto medievale e moderno, filosofia del diritto e diritto privato modulo B.
Proprio oggi è venuta ad inaugurare il corso di Costituzionale quella che avrebbe dovuto tenerlo se non fosse stata nominata giudice della Corte Costituzionale! Che bella cosa! *occhi a cuore*

Questo il mio febbraio, spero in un Marzo in salita con lo spirito che hanno i salmoni nel risalire la corrente. Starò attenta agli orsi, lo giuro.

Allegato #1 – Una delle mie frasi preferite che proviene da una canzone dei già innumerevolmente citati Noah and the Whale.
L’ho scritta sul post-it verde un sacco di tempo fa e continuo a staccarlo e attaccarlo man mano che passano i mesi perché rappresenta proprio un concetto che adoro: il desiderio di essere presi per mano non fa di noi persone deboli o fragili.

Allegato #3 – Memo di un concerto a cui vorrei andare ma ancora non lo so.
Viene a suonare a Milano Tyler Ward (uno youtuber americano che seguo da almeno un anno e mezzo, da quando ha pubblicato la cover di Slow Dancing in a Burning Room)

Update dell’ultima ora: data la diversa struttura della mia settimana, questo semestre la giornata coda-di-cavallo verrà spostata da mercoledì al giovedì.
Come aggiungere del fantastico al fantastico.

Comprendo il disappunto generale; sembrano passati mesi dall’annuncio della seconda posizione. Però i tappeti elastici e i trampolini che ho fatto installare negli angoli vi sono serviti a passare il tempo, sì? Bene.

Adesso basta saltare, ricomponiamoci, rimettiamo la camicia dentro i pantaloni e aggiustiamoci il rossetto perché il momento è finalmente giunto!
Non ho intenzione di tenere un lungo e finto discorso su quanto sia stato difficile scegliere la prima posizione e su quanto abbia sofferto nel dover premiare uno invece di un altro anche se sono stati tutti bravi, no.
La verità è che soltanto un evento merita questa posizione.
Ancora una volta non mi dilungo troppo nella presentazione perché avete già aspettato abbastanza e poi devo ammettere che è difficile trovare le parole giuste. Sapete, quando un evento è così atteso si teme di non riuscire a fargli giustizia e tutto ciò che viene in mente sembra.. come dire? Inadeguato.
Però non bisogna farsi prendere dalla negatività, come disse un saggio: “il mondo deve sapere, questa storia è talmente importante che sarà tramandata di generazione in generazione”
E noi siamo qui proprio per questo. Senza ulteriori indugi vi presento:

~ Fire Cannot Kill a Cat ~

 

 - Questa è la Nika. È nata quindici anni fa nelle ridenti lande della Basilicata da madre di razza persiana e dal primo bastardo che passava. Ci è stata gentilmente donata e da allora riveste un ruolo fondamentale nella vita di tutti noi.
Naturalmente abbiamo dovuto cambiare tante delle nostre abitudini una volta entrata a far parte della famiglia, come la divisione dei letti, i turni di apertura del portone per farLa uscire in giardino e ovviamente l’organizzazione delle vacanze estive.
Un’estate abbiamo trovato una pensione per animali carinissima gestita dal nostro veterinario dove L’abbiamo lasciata per un paio di settimane mentre noi eravamo via. Si è trovata bene e non si è ammalata ma, inutile dirlo, Le siamo mancati un sacco.

Siamo andati a prenderLa il giorno stesso del nostro ritorno, il giorno in cui era anche venuto a casa un numero imprecisato di parenti e amici per vedere foto e scambiarsi aneddoti. Ci eravamo disposti in soggiorno e la Nika andava un po’ da tutti per prendersi le attenzioni e le coccole che non aveva ricevuto nella pensione.
Poi restò ad ascoltarci, seduta composta come solo Lei sa fare.
E fu in quel momento che qualcuno notò qualcosa di curioso e disse:
“Guardateci! Siamo tutti in cerchio e Nika è al centro!”
Al che qualcun altro rispose “È vero, sembriamo intorno ad un falò!”

Non lo avesse mai detto.

A queste parole qualcosa scattò nel cervello di mio padre e spinto dal suo famigerato umorismo che non fa ridere prese un accendino e mimò l’atto di darle fuoco. Solo che la fiamma si era accesa davvero e la Nika era viva e quindi scodinzolante…finì che la coda della bestia prese fuoco.
La Nika però non sentì dolore, non per le fiamme almeno, cominciò a sentirlo quando mio padre iniziò a prenderLa a schiaffoni sulla coda per spegnere l’incendio. Il tutto durò meno di dieci secondi ma ridemmo per una giornata e quel giorno abbiamo finalmente capito perché ce l’avevano regalata…altro che pelliccia vera, da come bruciava, si vedeva che è tutta poliestere. -

Con questo la premiazione è davvero finita, spero sia stata una piacevole serata e ringrazio tutti per essere venuti. Difficile trovare parole di congedo e quindi vi lascio con un piccolo bonus, come scusa per avervi fatto tanto aspettare.
Questo video risale a quando facevo ginnastica artistica da bambina, avevo all’incirca otto anni e la palestra che frequentavo organizzava un saggio ogni maggio per far vedere ai genitori i progressi fatti (nel mio caso nessuno ma fa niente). Non ho intenzione di darvi delle direttive per riconoscermi in quanto siamo tutte vestite da pantere rosa che ballano su WannaBe delle Spice Girls. Probabilmente mi riconoscerete comunque ma mi piace pensare di aver mantenuto un minimo di dignità.

Da quello che vedo avete tutti apprezzato l’abbeveratoio, cosa che mi fa molto piacere; adesso però vi devo richiedere l’attenzione per l’annuncio della seconda posizione degli eventi della vita.
Direi di non perderci troppo in presentazioni, dato che la vicenda è abbastanza lunga e ricca di avvenimenti.
Senza alcun indugio, che parta la clip “L’acquario degli orrori“.

“Un tempo, una famiglia normale decise di permettere alle bambine di casa di avere un acquario anche se nessuno avrebbe mai potuto prevedere le terribili e sanguinose vicende che si sarebbero succedute.

Tutto iniziò con l’acquisto di due anfore carinissime, una bassa e molto aperta, l’altra stretta stretta e lunga che vennero posizionate di sbieco dentro i sassolini colorati del fondale. I primi inquilini furono tre pesci rossi: uno era un pesce rosso tradizionale chiamato, me lo ricordo ancora, Napoleone, uno rosso ma con qualche macchiolina bianca e l’altro rosso con sfumature nere i cui nomi sono purtroppo ignoti. Per comodità chiameremo questo primo gruppo La Cricca.
La Cricca visse felice e serena finché il problema della pulizia non si fece sentire e, nel timore di un’ispezione dell’ufficio di igiene, venne assunto uno speciale operatore ecologico: il pesce pulitore Sushi.
Sushi iniziò diligentemente a fare il suo lavoro ma si sentiva nell’acqua che qualcosa non andava bene…Sushi venne trovato morto nell’anfora lunga e stretta due giorni dopo il suo arrivo, ci si era infilato (gli investigatori suppongono per trovare riparo) e le branchie si erano incollate alle pareti, soffocandolo.
Non si è riuscito nemmeno a rimuovere il cadavere per salvare almeno l’anfora, si dovette buttare via.
Dopo attente indagini la morte venne dichiarata accidentale e il tutto finì lì.
Qualche settimana più tardi venne assunto il sostituto di Sushi (per i già sopra citati problemi di pulizia) e a questo pesce pulitore venne dato il nome di Pescio. Non si sa bene come (mazzette probabilmente) Pescio svolse il suo lavoro in tutta tranquillità, senza che nulla attentasse alla sua vita.
Ma l’equilibrio nell’acquario era ben lungi dal raggiungersi.
Per questioni di sovraffollamento del Centro Giardinaggio locale (che è stato molto divertentemente chiuso per via dei 5000 metri quadrati abusivi su cui era stato costruito, un caso?!) vennero a stabilirsi nell’acquario altri 
due pesci.
Uno era Augusto, dall’aspetto delicato, due occhietti rossi e il corpo dorato (da qui il suo nome)(chi la capisce prende A)(Ste tu non puoi giocare) e l’altro, Zorro, era un’autentica bellezza, di un nero vellutato e con gli occhi talmente sporgenti che se lo guardavi da certe prospettive, sembrava alieno.
La Cricca, sentendosi minacciata, non perse tempo e cercò di eliminare la minaccia. Il primo bersaglio fu Augusto, palesemente il più effeminato, che venne ucciso a morsi già nel corso della sua quarta o quinta notte nell’acquario. Al povero Zorro, giustamente, si rizzarono le pinne e iniziò a trascorrere le giornate accoccolato nell’anfora rimasta mentre di notte cercava di scavarsi la via di fuga con un cucchiaio come aveva visto fare nei film su Alcatraz. Il primo attacco avvenne una mattina: Zorro si risvegliò senza una delle pinne laterali cosa che rese nuotare molto più difficoltoso. Nonostante la lentezza e nonostante dovesse fare almeno una mezza dozzina di giri su se stesso prima di riuscire a raggiungere l’anfora-rifugio, non intendeva arrendersi e lottò duramente per tutto il resto della giornata.
Purtroppo, l’inferiorità numerica si faceva sentire pesantemente. La mattina seguente fu ritrovato, morto, galleggiare sul filo dell’acqua mentre Pescio occultava le prove.
La Cricca (presumono gli investigatori dalle ricostruzioni; dichiarazioni certe non vennero mai rilasciate) gli aveva staccato a morsi tutta la pelle, lasciandolo bianco bianco. Dopo quest’ultimo efferato pescicidio, La Cricca era pronta a farsi una bella dormita e tornare alla vita di tutti i giorni però l’universo era già all’opera…nessuno si risvegliò vivo: morirono tutti insieme di un male inspiegabile (non vennero rilasciati i permessi per le autopsie quindi non lo sapremo mai). Si conclusero così gli orrori nell’acquario e da allora nessuno in quella casa osò più comprare pesci.

La sorte non risparmiò nemmeno Pescio che venne ucciso da uno sbalzo incredibile di temperatura qualche mese più tardi.”

Rabbrividiamo.

Ci scusiamo per i toni cupi e drammatici che sembra avere assunto la serata ma vi prego di non farci troppo caso; la prima posizione sarà così scemissima che vi passerà tutto.
Volevo solo dire un’ultima cosa, prima di lasciarvi alla piñata intrattenitrice (parla!!!) (per lo più vi supplica di lasciarla vivere integra), e volevo dire ad uno degli ospiti: grazie per aver preso così tanto spunto da questa storia, che io pensavo raccontata in confidenza, senza alcun cenno di riconoscimento.
Grazie davvero.
Sì, Ryan Murphy sto parlando con te. E adesso mando uno dei miei a ritirarti il martelletto. Niente piñate per chi ruba le idee altrui.

Ieri era venerdì e come accade quasi ogni venerdì sera da trent’anni a questa parte, al Cinema Mexico era serata di The Rocky Horror Picture Show.
Al Cinema Mexico non ero mai andata ma già sapevo che l’ambiente mi sarebbe piaciuto un sacco dato che ho letto che danno film d’essai e ogni giovedì le migliori uscite in lingua originale.

Non riuscirei a contare quante volte ho visto il film e ascoltato le canzoni quindi non vedevo davvero davvero l’ora di andarci. Il RHPS significa un sacco per me; non è semplicemente andare a teatro, è un’esperienza.

Ovviamente non sarebbe stata la stessa esperienza se non avessimo sbagliato fermata della metro interrogandoci poi sul perché nessuno sapesse indicarci la strada e non avesse minimamente idea di cosa stessimo parlando. Da che mi avevano passato a prendere ben due ore e mezza prima dell’inizio dello spettacolo (non sto scherzando) siamo arrivati quasi a correre per non arrivare in ritardo.
Dopo aver passato quello che ci han detto essere un ponte (erano solo strane scale di metallo) eccoci sulla via e poi, è apparso.
 lllllll 


Subito appena entrata ho iniziato a vedere tutto rosso per via degli enormi cuoricioni sui miei occhi, cuoricioni che sono diventati più grandi quando il tizio dei biglietti ha capito che non c’era bisogno di spiegarci lo spettacolo e che sono diventati di dimensioni galattiche quando anche le maschere hanno realizzato che non sarebbero mai riuscite a venderci il kit perché avevamo portato tutto da casa. “voi siete gente da sacchetto nella borsa”
oh puoi scommetterci, gioia!

Finalmente inizia lo spettacolo. I più si staranno chiedendo (magari) perché è così speciale. Il tutto sta in quella che viene chiamata Audience Participation che è il coinvolgimento elevato alla massima potenza. Praticamente viene proiettato il film e non solo gli attori, ma anche il pubblico nel suo piccolo, deve interpretare e vivere le scene. Il che è una figata assurda! La prima scena è un matrimonio e ovviamente cos’è un matrimonio senza il lancio del riso dico io?! Nulla, esatto. E quindi riso ovunque da lanciare e da prendere in faccia (ce lo siamo ritrovato anche nelle scarpe, per dire). E se in una scena malauguratamente piove cosa succede in sala? Nessun problema, basta tirare fuori il giornale e…aspettare che le maschere transylvane te lo strappino via! Ovviamente qui emerge la mia predisposizione alla sfiga dato che mi stavano quasi per infilare un dito in un occhio (non è successo, ma tanto ero così esaltata che non me ne sarei accorta comunque).  La cosa si fa un po’ più complicata quando il copione contiene delle battute aggiuntive da urlare, una sorta di completamento/sfottimento di alcune scene. Ovviamente esiste una guida con il copione in cui sono inserite queste battute solo che non puoi portarti il copione dietro e ci vuole un po’ prima di impararle a memoria. Per fortuna ci sono cose che impari fin dai primi minuti e poi non ci vuole niente a ripeterle per tutta la sera. Per esempio urlare ASSHOLE! ogni volta che il nome Brad Majors viene pronunciato, WEISSS (con moltissime S) quando invece appare Janet, un gutturalissimo UH! quando è il Dr. Scott e SHHH quando è Eddie (non si parla di Eddie!!!)
Oltre alla participation, ciò che mi rendeva più curiosa era vedere il modo in cui avrebbero riproposto le scene sul palco. Sia i costumi che gli oggetti di scena erano accuratissimi e davvero ben fatti, si poteva leggere l’ammòre su ogni paillette, giuro.

E poi ci sono loro, il centro, il cuore della serata: gli attori.
Penso che per fare ciò che fanno loro ci voglia tantissima passione, lavoro e un’enorme dose di coraggio. Ci siamo chiesti più volte chi ci fosse sotto il trucco e cosa facessero nella vita. Io il Frank ‘N Furter truccassimo sui taccazzi me lo sono visto benissimo come agente immobiliare, non so perché.

Dev’essere difficilissimo interpretare Frank   per bene e soprattutto reggere il confronto con quel mostro di Tim Curry.
Lui è riuscito ad essere divertente, accattivante e spaventoso quando e come doveva esserlo. (inoltre questo correva e ballava sui tacchi meglio di come io ci cammini, va be)

 

 

 

 

 

 

 

La statuetta per il più inquietante però va Riff Raff. INQUIETANTISSIMO!
Come è giusto che sia! Direi meraviglioso.

Mi vanto di essere una delle poche persone che possono dire: sono stata fissata dal Riff Raff. È andata così: durante una scena non particolarmente attiva me ne sto un po’ a guardami in giro finché sento una presenza alla mia sinistra. Mi giro ed eccolo lì a due centimetri con lo sguardo fisso. Senza pensarci dico “ciao!” come una cogliona, poi resto a fissarlo anch’io senza parole. Sgomito al mio compagno di sventura che si gira e fa Oh! Allora quello si avvicina ancora di più ed inizia a fissare lui. Poi, sempre muto, se ne va. Ci rimane un grandissimo boh e l’onore di essere stati fissati da Riff Raff.
E scusateme.

Altra nota di merito a Columbia.
Non so perché mi ha colpito tanto, non saprei nemmeno su che particolare soffermarmi, l’unica cosa che riesco a dire è che mi sembrava proprio Columbia. Era lei, era giusta, era bravissima: l’ho adorata.

Ho detto che questa sarebbe stata l’ultima nota di merito
…adesso arriva la NOTA DI MERITISSIMO.

Non avuto problemi a dichiararmi innamoratissima di lui quando ancora non era finita la prima canzone. Perché sì. Dai.

Durante l’intervallo ci abbiamo parlato (ancora i cuoricioni) (anche qualche palpitazione) con il pretesto di fare una foto.
Abbiamo scoperto che si chiama Luca (ho DOVUTO chiederlo, io per i nomi ho una grandissima mania) ed ero già pronta a conquistarlo con un timido sorriso quando un’altra nostra compagna di svenuta ha sfoderato un potentissimo “Ciao! Ti Amo.”

Ha vinto lei.

Il mio innamoramento però non è svanito, poi, scusa, dopo aver visto il tuo uomo così, come puoi dis-innamorati?

Adesso una persona come si deve dovrebbe essere abbastanza critica da trovare anche gli intoppi, i momenti non perfettissimi e gli attori non propri adatti. Potrei anche, eh, in fondo Janet era un po’ mortina nonostante di profilo fosse ugualissima alla Sarandon, questa Magenta era pochissimo una Magenta e Rocky aveva proprio l’aspetto sbagliato; non aveva NIENTE dell’uomo-oggetto creato solo per i capelli biondi, l’abbronzatura e gli addominati disegnati col seghetto.

Però chissenefraga. Un enorme chissenefrega.
È stata una delle serate migliori che ricordi, mi sono sentita perfettamente inserita nel contesto, cosa che non capita proprio spessissimo ed è per questo che conserverò solo i migliori ricordi.
Appunto per questo si sta già organizzando per tornarci il tre febbraio.
Ora che abbiamo perso la RHPSVerginity, non ci ferma più nessuno. 

[dato che non sono riuscita a trovarci un contesto metto queste foto che ho trovato, così, senza un senso. Sono troppo eccezionali per non essere mostrate]

Non ho avuto modo di dirlo: I’m Going Home è in assoluto la mia preferita

la sopragiàcitata scena della pioggia

Sempre lui, il Brad *_*

DR. SCOTT!!!

…e lo sbagliattissimo Rocky (che sembra un Rocky questo?!)

DON’T DREAM IT, BE IT!

L’ultimo giovedì in cui ci siamo visti era il lontano 27 ottobre; la mia timida rubrichetta stava per fare un fine tristissima, lentamente abbandonata per scivolare inesorabile verso l’oblio del dimenticatoio.
Però poi è successo un qualcosa, il qualcosa che non si sa come riporta alla memoria vecchie storie e aneddoti che ti eri bellamente dimenticato.
Ho deciso quindi, per farmi perdonare e farvi riemergere l’addiction, di indire un’elegantissima serata di gala in cui verranno premiati i momenti più memorabili della mia vita, casa e famiglia.
Per essere sicura di aver convinto tutti a partecipare (sì tutti voi tre) vi svelo che, come in ogni evento che si rispetti, ci sarà anche il Red Carpet pieno di gnocca che PERÒ verrà organizzato solo a fine serata altrimenti vi distraete e non mi seguite più la premiazione.

Alla quinta posizione troviamo l’evento re del mio quinto compleanno in cui la mia gatta e la cagnetta di mio zio mangiarono la torta dallo stesso piattino (awww…) mentre alla quarta il mio sensazionale debutto da modella avvenuto nella primavera del novantasette nell’esclusivissimo corridoio a casa di nonna. (qualcuno però poteva dirmi che ero tanto brava che dato il talento che mi trovavo non sarei mai andata a studiare).
Ad ogni modo non ci stiamo soffermando più di tanto su queste posizioni in quanto i video testimoni (esatto, esistono dei video) sono già talmente virali che parlarne sarebbe uno spreco di tempo. Mi sembrava solo giusto menzionarli per l’enorme impatto che hanno avuto sulla mia infanzia.

Arriviamo adesso, già così in fretta e furia, al podio: posizione numero tre.
Ecco qui l’oggetto riassuntivo dell’evento ovvero… un mattone.
Cosa vorrà mai significare?
Scopritelo nella seguente clip intitolata “eppur si muovono (i palazzi)

-  Ciao, mi chiamo Giada e sono una pippa ad andare bicicletta. 
Semplicemente mi ribalto. 

Chi soffre di più per questo credo sia mio padre, membro fondatore della società ciclistica locale. A sei anni mi ha messo su una bicicletta senza rotelle dicendo “tu pedala che la sella te la tengo io” e per accertarsi che non rifiutassi ha minacciato di togliermi i cartoni animati finché non avessi imparato.
Fatto sta che con la buona volontà che mi contraddistingue (dai pinguini, forse) ho iniziato a pedalare e pedalare finché, quasi magicamente, eccomi là, da sola, in perfetto equilibrio, a divorarmi la strada. Il tutto in un solo giorno.
Come si può prevedere mi presi un sacco bene credendomi la nuova promessa del ciclismo italiano. La mattina dopo mio padre era a lavoro ma io avevo troppa voglia di ritornare in sella che presi la bici da sola, in fondo chi aveva bisogno di quel principiante? Non io di certo!
Andai al cancello da cui entrano le macchine guardando con aria di sfida i cento metri scarsi davanti a me. Partii. 
Superai il primo palazzo, il primo parcheggio, ecco apparire il secondo palazzo mmm strano questa volta non sono proprio al centro della strada potrei toccare i davanzali solo stendendo il braccio, niente di importante non ci pensiamo, passo il secondo parcheggio e
prendo lo spigolo del terzo palazzo in pieno.
(ovviamente questo terzo palazzo contiene il mio appartamento e tutti i vicini erano là a guardare la scena)

Dato che è impossibile che fossi IO quella che andava storto (giammai!) l’unica spiegazione possibile è che il palazzo in questione mi abbia tradito decidendo di muoversi proprio mentre passavo io. 
Mai fidarsi dei palazzi, un po’ come dei cani sui cigli delle strade, e tu non vuoi delle orride cicatrici da ruvido mattone sulle gambe per ricordartelo, no? Fidati, no. -

applausi, scroscianti applausi.

Vi chiedo ora di attendere un secondo per le altre posizioni, (potete andarvi a rinfrescare all’abbeveratoio comune dello champagne) nel mondo reale sembrerà più o meno una settimana ma per voi che siete qui sarà solo questione di minuti.
Non vi sareste accorti del salto temporale e quindi avrei potuto non dirvelo ma data la barca di soldi che ho speso per installare questo sistema di dilatazione del tempo volevo fare giusto un po’ la figa.

[ah sì, abbiamo dimenticato i bicchieri, divertitevi tutti all'abbeveratoio e occhio alle testate]

essere una persona che, come alcune riviste, non ha l’indice scritto subito dopo la copertina; è comunque possibile per l’altro sapere il posto di ogni cosa e tutti i contenuti solo che prima deve sfogliarsi una ventina di pagine da solo

Teniamoci forte, perché non ci capiterà di rivedere accadere un evento del genere un’altra volta. Non molto presto, anyway.

La protagonista dell’evento (bravi, avete ragione, seconda protagonista) è la già citata Evil Sistah, che in questo periodo di pace e quiete sorelliare preferisco chiamare semplicemente Ale.
Che gesto avrà mai compiuto?
È tornata alle vecchie abitudini crudeli? Naah
[se così fosse non sarei qui, ma sul mio letto ad abbracciare Teddy l'orso gigante, amico da una vita, che progetto di farvi conoscere prima o poi]

Le teorie dietro questo accadimento straordinario sono diverse, le più accreditate sono:

1) Sistah ha saputo dell’impresa.
In poche parole, giovedì sarà il suo compleanno e guarda caso proprio sabato ha additato un oggetto del desidero dal sito IKEA con la frase “eh, lo andrò a prendere un giorno.” ok, got it.  Mi sono messa così nella mia timida autovettura facendomi almeno 300mila kilometri, stima approssimativa, fino a Carugate…dove ho speso 13 euri. T_T
Ad ogni modo, tengo nascosto l’oggetto nei meandri dell’armadio mentre fingo di supportare la sua idea di ordinarlo su internet.

2) si sente ancora in colpa per non avermi preso nulla al compleanno

3) mentre camminava le è caduta una tegola in testa

il fatto è che oggi, tornando da lavoro, mi ha portato a casa questa con il commento: “ho visto che l’altra sera hai disegnato un sacco di gufi così…”

Sarà l’universo che mi dice di sceglierlo come animale totem?


L’ultimo ha una criniera arcobaleno perché sì.

Perle

  • I said -Hey listen to me, stay sane inside insanity!- but he locked the door and threw away the key 18 hours ago
  • Sistah torna da Londra e in regalo mi porta libri usati *___* http://t.co/YoulOtUk 1 day ago
  • Una cosa che amo fare con questo clima di transizione è dormire con indosso il pigiama estivo stando però sotto il piumone 1 day ago
  • - Give yourself over to absolute pleasure - 1 day ago
  • prima corsa all'esterno della stagione *_* Mi sento benissimo! 1 day ago
  • Vorrei che tutti i miei venerdì fossero così, ogni piccolo dettaglio incluso 2 days ago
  • Ed è divertente proprio per questo 2 days ago
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